Centro Emofilia Servizio Emostasi e Trombosi - Azienda Ospedaliera Reggio Calabria

L'OMOCISTEINA

A cura del dr. Gianluca Sottilotta

Dirigente Medico - Specialista in Ematologia

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Iperomocisteinemia e Ictus Cerebrale.

Diversi studi hanno mostrato una forte associazione tra ictus e iperomocisteinemia moderata. E' noto, inoltre, come alti livelli di omocisteina aumentano in modo esponenziale il rischio di altri fattori tradizionali di rischio vascolare come ipertensione e fumo. Poiché alti livelli di omocisteina sono sia aterogeni che protrombotici, la relazione con l'ictus è biologicamente plausibile ed è stata dimostrata anche in un modello animale. Studi prospettici non sono riusciti finora a dimostrare una relazione tra livelli elevati di omocisteina ed eventi vascolari: per cui se la riduzione dei livelli basali di omocisteina può essere ottenuta mediante somministrazione di acido folico, vitamina B6 e vitamina B12 ma non è stato ancora dimostrato
che questo intervento terapeutico riduca l'incidenza di ictus.

Altri studi invece hanno, nel 2002, dimostrato in modo definitivo l'associazione fra iperomocisteinemia ed aumentato rischio di sviluppare ictus cerebrali

(Metanalisi di Bautista et al..: 14 studi di coorte per un totale di 2·529 casi e 7·305 non-casi (follow-up mediano di 9 anni); rischio relativo di sviluppare un evento cerebrovascolare in presenza di iperomocisteinemia pari a 1,33

Nel 2005 altre due metanalisi hanno dimostrato (considerando anche la mutazione C677A della MTHFR) un rapporto causale tra ictus e omocisteina: questa metanalisi ha evidenzato un Odds Ratio per ictus pari a 1,26 in presenza di una condizione di omozigosi per il polimorfismo.  L'aumento del rischio di ictus tra gli individui omozigoti per il gene MTHFR T è, dunque, molto simile a quello rilevato dalle differenze nella concentrazione di omocisteina date da questa variante. Tale concordanza dimostra la relazione causale tra la concentrazione di omocisteina e l'ictus.

Un gruppo di esperti (Homocysteine Studies Collaboration) ha effettuato uno studio in cui è stata calcolato che mantenendo l'omocisteina nei valori normali si avrebbe, stando ai dati rilevati da una serie di lavori scientifici, una riduzione del rischio di ictus del 25%.

Nei pazienti con ictus ischemico la somministrazione di multivitaminici per abbassare i livelli plasmatici di omocisteina non ha prodotto significativi benefici

In studi osservazionali, alti livelli di omocisteina sono stati associati al rischio di ictus cerebrale.
Sono stati arruolati 3680 pazienti con diagnosi di ictus: sono state precritte supplementazioni vitaminiche a dosaggio più o meno alto: alla fine del periodo di studio la riduzione media del livello di omocisteina totale è stata di 2 micromoli/L. L'abbassamento dei livelli di omocisteina è stato osservato maggiormente nel gruppo dei pazienti che hanno ricevuto un alto contenuto vitaminico, che nel gruppo a basso contenuto ; lo studio ha messo in evidenza una correlazione fra livelli basali di omocisteina ed ictus: in particolare:  nel gruppo che aveva assunto un basso contenuto vitaminico, una diminuzione di 3 micromoli/L dei livelli di omocisteina totale è risultata associata ad un abbassamento del 10% del rischio di ictus , del 26% del rischio di eventi coronarici e del 16% del rischio di morte. Nel gruppo che ha assunto un alto contenuto di vitamine, è stato osservato , invece , un abbassamento non significativo dei rischi: 2% per l'ictus, 7% per gli eventi coronarici e 7% per la morte.
Una moderata riduzione dell'omocisteina totale dopo infarti cerebrali non invalidanti non ha avuto effetto sulla prevenzione delle altre patologie vascolari durante i 2 anni di osservazione.

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Bibliografia

1) Iperomocisteinemia: un nuovo fattore di rischio cardiovascolare: Salute Europa del 3/4/2001

2) Xagena.it

3) Toole J F et al , JAMA 2004;291:565-575

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Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2008