Centro Emofilia Servizio Emostasi e Trombosi - Azienda Ospedaliera Reggio Calabria
L'OMOCISTEINA
A cura del dr. Gianluca Sottilotta
Dirigente Medico - Specialista in Ematologia
|
Pagina Iniziale
Misurazione dell'omocisteina
Terapia dell'iperomocisteinemia
Omocisteina e Trombosi Cause di aumento dell'omocisteina Omocisteina e Ictus |
NEWS 1 - Teorie patogenetiche del danno da iperomocisteinemia. Nell'ottica
di un alterazione del metabolismo della metionina, le cause possono essere
diverse: innanzitutto su base genetica (carenze enzimatiche), e poi
nutrizionale, endocrina, farmacologica o presente in particolari stati
patologici. Da un punto di vista epidemiologico, quelle nutrizionali, cioè le
carenze vitaminiche,sono le più frequenti.Veniamo ora alle conseguenze di un
livello elevato di omocisteina nel sangue:l’iperomocisteinemia è un fattore
di rischio accertato per la malattia aterosclerotica cardiovascolare, ma anche
dell'ictus,della patologia occlusiva arteriosa e per la trombosi. 2- Relazione tra Iperomocisteinemia e malattia di Alzheimer Elevati livelli di "omocisteina" nel sangue possono predire un rischio doppio rispetto al normale di sviluppare il morbo di Alzheimer: ad ipotizzare il ruolo chiave dell'iperomocisteinemia nello sviluppo della malattia degenerativa mentale è uno studio di lunga data conosciuto come il "Framingham heart study". Le analisi sono state condotte per otto anni consecutivi su un totale di 1.092 soggetti, tra i 68 ed i 97 anni di età, senza demenza iniziale (667 donne, e 425 uomini, di età media 76 anni). Durante questo periodo 111 soggetti hanno sviluppato demenza, e tra questi, ad 83 è stata fatta diagnosi di malattia di Alzheimer. Il rischio di malattia di Alzheimer è quasi raddoppiato quando i livelli plasmatici di omocisteina risultavano maggiori di 14 micromoli per litro.Ciò ha consentito di ipotizzare che le persone con i livelli di omocisteina più elevati nel sangue corrono rischi doppi di sviluppare l'Alzheimer.Il rapporto pubblicato sul "New England journal of medicine" osserva come il tasso di omocisteina nel sangue è influenzabile dalla dieta: proprio come nel caso del colesterolo frutta e verdura, fornendo le vitamine del gruppo B ed acido folico, sono in grado di abbassare i livelli dell'aminoacido e di convertire la omocisteina in sostanze che non sono dannose.Tuttavia per poter stabilire se gli elevati livelli di omocisteina precedono l'esordio di demenza o sono il risultato di deficienze nutrizionali e vitaminiche associate alla demenza, è necessario disporre di ulteriori studi. Infatti lo studio sottolinea come i test non abbiano individuato una relazione di causa ed effetto diretta tra l'omocisteina e la malattia, ma una "forte associazione" tra la presenza dell'aminoacido e lo sviluppo della demenza legata all'Alzheimer. 3-
Terapia del
Parkinson e coronaropatie. L’aumento dei livelli di omocisteina nel sangue è un fattore di rischio per le malattie coronariche oltre che per la demenza e la depressione. Nei pazienti affetti dalla Malattia di Parkinson si riscontrano elevati livelli di omocisteina derivanti dalla metilazione della Levodopa e della Dopamina.Tale processo di metilazione è attivato da un enzima, la Catecol O-Metiltrasferasi, che produce S-Adenosilomocisteina attraverso un processo chimico complesso.Poiché l’ S-Adenosilomocisteina è rapidamente convertita in omocisteina, la terapia con Levodopa può aumentare il rischio di vasculopatie per l’aumento dell’omocisteina nel sangue di questi pazienti.Allo scopo di determinare se l’aumento dell’omocisteina indotto dalla L Dopa sia associato ad un aumentato rischio di malattia coronarica e per determinare quale ruolo abbiano i folati e la vitamina B12 nel provocare l’iperomocisteinemia prodotta dalla L Dopa, è stato condotto uno studio su 235 pazienti affetti da Morbo di Parkinson.Di questi pazienti, 201 erano in trattamento con Levodopa, gli altri 34 non erano trattati con L-Dopa.Le conclusioni dell’indagine sono state le seguenti. La terapia con Levodopa , piuttosto che il Morbo di Parkinson, è causa di un aumento dell’omocisteina nel sangue di questi pazienti.Secondo gli Autori questa è la prima dimostrazione che l’iperomocisteinemia da terapia con Levodopa sia in grado di aumentare il rischio di malattia coronarica.La scoperta potrebbe avere ricadute sul trattamento dei pazienti con Malattia di Parkinson e ad alto rischio di malattia vascolare. ( Xagena2003 ) 4 - L’iperomocisteinemia moderata
La più convincente dimostrazione della relazione causale tra iperomocisteinemia
e patologia trombotica origina dalla storia naturale della omocistinuria, una
malattia congenita caratterizzata dalla presenza di malformazioni (dislocazione
del cristallino), ritardo mentale ed insorgenza precoce di manifestazioni
trombotiche arteriose o venose, con caratteristiche istopatologiche di danno
endoteliale, proliferazione delle cellule muscolari lisce, progressiva stenosi
arteriosa ed alterazioni emostatiche suggestive di uno stato protrombotico. Una
notevole percentuale di soggetti omocistinurici per anomalie enzimatiche della
CBS è responsiva al trattamento con vitamina B6, passando da una condizione di
iperomocisteinemia severa (tHcy > 200 µmol/L) ad una condizione di
iperomocisteinemia moderata (tHcy < 50 µmol/L). |
Bibliografia 1) Iperomocisteinemia: un nuovo fattore di rischiocardiovascolare: Salute Europa del 3/4/2001 2) Iperomocisteinemia e aumentato rischio di demenza e malattia di Alzheimer: Seshadri S et al, N Engl J Med 2002; 346: 476-483 da "e-neurologia.it"; Il Sole 24 Ore: 14/2/2002; 3)
Uso della Levodopa nel Parkinson e rischio di malattia coronarica:
Vincenzo Nardozza da "xagena.it" 4)L’iperomocisteinemia moderata come fattore di rischio atero-trombotico: Omocisteina e metionina - G. D'Angelo - "omeonet" |
Quanto riportato all'interno del sito del Centro Emofilia ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo, non sostituisce il rapporto che esiste tra medico e paziente e, pertanto, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di automedicazione. |
|
Il sito è stato realizzato esclusivamente mediante autofinanziamento del personale del Centro. Con una donazione contribuisci al mantenimento ed all'aggiornamento di questa pagina. |
Per
ulteriori informazioni, contattare:
Centro Emofilia Reggio Calabria -Tel: 0965-397436 - Fax: 0965-397913
Webmaster: Dr. Gianluca Sottilotta (e-mail: gianluca.sottilotta@virgilio.it)