| CENTRO EMOFILIA - SERVIZIO EMOSTASI E TROMBOSI - REGGIO CALABRIA |
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Dalla Gazzetta del Sud - Venerdì 15 febbraio 2002
CHECK UP DELL'OSPEDALE - 24 / Il ruolo del servizio Emofilia dei Riuniti diretto dal dott. Trapani Lombardo
Il Centro anti-trombosi va
I risultati positivi e l'aumento delle prestazioni sollecitano nuovi spazi
La prevenzione: un obiettivo anche sociale
Sei giugno 1986: la legge
regionale 23 istituisce, all'interno dei Riuniti, un Centro per l'emofilia e le
altre coagulopatie, affidato al dottore Vincenzo Trapani Lombardo. Nasce , anche
per volontà del professore Alberto neri, primario della divisione di
ematologia, un servizio proprio per la terapia anticoagulante e per il
trattamento e la prevenzione delle malattie emorragiche e tromboemboliche.
Dice
il dottore Trapani Lombardo: "Il Professore Neri è stato per me un maestro
"speciale". Mi ha aiutato a formarmi professionalmente e umanamente. E
mi ha "lanciato", affidandomi l'incarico di dirigere il Centro e
di occuparmi in maniera specifica di questo settore dell'Ematologia. Poi arriva
l'anno della svolta: il 2000. Il Centro viene scorporato dalla Divisione di
Ematologia e diventa autonomo. Dopo l'istituzione del Dipartimento di
emato-oncologia, ottiene infatti, il riconoscimento di Unità Operativa come
"servizio di Emostasi e Trombosi". Ma a chi si rivolge? Spiega il
direttore Trapani: "ci rivolgiamo ai soggetti emofilici e a tutti coloro
che presentano oagulopatie o problemi di natura emorragica o trombotica. a
questa tipologia di pazienti dobbiamo aggiungere quelli sottoposti a terapia
anticoagulante orale: soprattutto i portatori di protesi valvolari meccaniche
cardiache e cardiopatie che necessitano di questa terapia." Il
centro prende subito quota e la sua attività di anno in anno va incrementando
sempre di più, anche in considerazione dell'aumento del numero di pazienti che
assume farmaci anticoagulanti. Spiega il Dottore Trapani Lombardo: "va fatto un
distinguo fondamentale tra i pazienti emofilici e i pazienti ai quali mancano le
piastrine oppure non funzionano bene. Gli emofilici sono coloro che hanno un
difetto congenito di uno dei fattori della coagulazione, che nelle forme gravi si
traduce nella incapacità del sangue a coagularsi provocando emorragie (il
fattore VIII per l'emofilia A, il fattore IX per l'emofilia B) La
terapia che si sta affermando in questi ultimi tempi è quella in via
profilattica, dal momento che si è visto che le emorragie più frequenti sono a
livello delle articolazioni. Due, tre volte la settimana questi pazienti
effettuano terapia sostitutiva. In questo modo raggiungono una stabilità dei
valori coagulativi e riducono in maniera significativa la sindrome emorragica.
In molti casi si ottiene la completa scomparsa della sintomatologia e dei danni
derivati dagli episodi clinici». Diverso è il caso degli altri pazienti: «I
pazienti che soffrono di piastrinopenia e/o piastrinopatia vanno facilmente
incontro ad episodi emorragici, dovuti alla carenza di piastrine o al mancato
funzionamento delle stesse».
Cosa ha determinato la crescita esponenziale del numero dei pazienti che si
rivolgono al Centro? «L'aumento dei
pazienti cardiopatici e arteriopatici, per i quali è indispensabile una terapia
anticoagulante. E anche le nuove acquisizioni su tutto quello che è il rischio
trombofilico legato a mutazioni genetiche, questo in virtù della stretta
collaborazione con il servizio di genetica medica diretto dal dottore Laganà».
Dicevamo del 2000, anno fondamentale: il Centro diventa operativo. Ma sempre in
quest'anno il nuovo servizio viene inserito nel “Dipartimento della
Diagnostica e Servizi”. Il Centro si sviluppa lungo due direzioni, quella di
laboratorio e quella clinica sia in regime ambulatoriale che di day-hospital.
Aggiunge il primario: «Il laboratorio assume le caratteristiche di struttura
specialistica adibita alla diagnostica della patologia emorragica e trombotica e
al monitoraggio dei pazienti anticoagulanti e dei pazienti emofilici in
trattamento. Questa attività riguarda i pazienti esterni. L'attività clinica,
rivolta agli stessi pazienti, concerne la gestione sia dei pazienti emorragici
che dei pazienti anticoagulati e all'interno dell'Azienda si svolge in regime di
consulenza, in particolare in collaborazione con le Divisioni di Ostetricia, di
Malattie Infettive, di Cardiologia, di Chirurgia Generale, di Medicina e del
Servizio di Anestesia e Rianimazione e Neurologia». Sottolinea il dottore
Vincenzo Oriana: «Particolare attenzione va posta ai soggetti di giovane età
che devono sottoporsi per periodi più o meno lunghi a trattamento
anticoagulante e che devono sopportare, per esempio, alcune limitazioni riguardo
l'attività fisica». Ritornando alla crescita del Centro, va detto che è stata
costante nel tempo fino a divenire molto significativa nell'ultimo anno. Tanto
per dare un esempio, le giornate di day hospital sono passate tra 2000 e il 2001
da 503 a 766 mentre le visite specialistiche hanno superato quota ventimila. Ed
allora, quali potrebbero essere gli scenari futuri? Conclude così il dottore
Trapani Lombardo: «Il Centro è proiettato verso la individuazione dei fattori
di rischio nella popolazione normale e quindi verso quella attività di
prevenzione della patologia trombotica-emorragica mediante presidi terapeutici o
mediante uno stile di vita più consono. Bisogna capire che prevenire episodi
trombotici di vario tipo e gravità, riducendo così la possibilità di gravi
inabilità fisiche, significa svolgere un servizio sociale ma anche garantire un
risparmio economico nella gestione sanitaria. Infatti, quando si parla di
malattia tromboembolica bisogna intendere la patologia che va dalla semplice
tromboflebite alle manifestazioni più gravi, come l'infarto e l'ictus. È
evidente che risparmiare ad un soggetto normale una patologia di questa portata
significa restituirlo alla vita e alla società». (Cristina Cortese)
Quando prevalgono le esigenze di bilancio
Nato da una costola di Ematologia creata dal nulla dal compianto prof. Alberto Neri, il Servizio Emostasi e Trombosi - Centro Emofilia, è oggi una realtà, un “gioiellino” degli Ospedali Riuniti, che sta crescendo ogni giorno di più. Unico nella Provincia, svolge un servizio anche sociale sul fronte della prevenzione contro la trombosi e di altro tipo di malattie. Ma al di là delle sue funzioni sanitarie che sono importanti, il Centro diretto oggi dal dott. Vincenzo Trapani Lombardo, sta vivendo una fase di espansione e purtroppo, a sentire il dott. Michelangelo Lupoi, non potrà essere potenziato per esigenze di bilancio. L'aumento continuo delle prestazioni, infatti, impone nuovi spazi. Ma siamo alle solite. Dice il direttore generale dell'Azienda ospedaliera: «Questo è un Centro ad altissima specializzazione che sta crescendo, come del resto tutti gli altri servizi di questo ospedale. La fiducia dei pazienti e di coloro che cominciano ad avere la cultura della prevenzione stanno incoraggiando tutte le attività». Il problema secondo Lupoi è il solito: non si possono superare certi limiti finanziari perché ancora la Regione stabilisce i fondi, basandosi sulla spesa storica e non sulla produttività dell'Azienda. «E in queste condizioni – sottolinea Lupoi – il nostro ospedale sta certamente migliorando ma non potrà ancora fare quel salto di qualità che tutti vogliamo». Il Centro nell'ultimo anno ha registrato un incremento notevole. Facciamo parlare le cifre, mettendo a confronto gli ultimi due anni. Nel day ospital c'è stato un incremento di 165 presenze, nelle visite specialistiche di 3.457, nelle prestazione laboratoristiche esterne ed interne di 37.881 e nelle consulenze di 297. Sono numeri che si commentano da soli e che soprattutto autorizzano all'ottimismo per il solo motivo che la gente comincia a pensare alla prevenzione. In una concezione moderna della salute è importante che il cittadino in ospedale non giunga solo da ammalato. In effetti i «Riuniti» oggi possono garantire un servizio di prevenzione in quasi tutti i campi. «Con il prof. Neri – dice il dott. Trapani Lombardo – non solo ho potuto irrobustire la mia preparazione scientifica, ma soprattutto lui ha rappresentato per me una scuola vita. Mi ha insegnato ad avere attenzione per il paziente, che deve essere al centro di tutto il nostro lavoro». Il Centro, che secondo il suo primario ha bisogno anche di almeno un altro medico e di approvvigionamenti più puntuali, si sforza di fornire ai pazienti un'assistenza anche umana. La bussola che guida il dott. Trapani Lombardo e la sua squadra è quella indicata da mons. Mondello in occasione della giornata mondiale del malato: «Bisogna sempre ricordarsi che il paziente non è una cartella clinica». (Tonio Licordari)
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Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2005