INTERVENTO DI
CHIRURGIA ORTOPEDICA IN SOGGETTO CON EMOFILIA CON INIBITORE
Vincenzo Trapani Lombardo, Gianluca Sottilotta
Da “Emostasi Oggi – Numero 4/2002 – pagg. 3-4
Introduzione
La
comparsa dell'inibitore anti fattore VIII interessa circa il 10% degli emofilici
trattati con concentrati di Fattore VIII, plasma derivati o ricombinanti. La
presenza dell'inibitore, se ad alto titolo, determina l'inefficacia della
terapia con il Fattore VIII, creando notevoli difficoltà nel trattamento
degli episodi emorragici e nell'impedire il sanguinamento in corso di interventi
chirurgici, in urgenza o in elezione.L'uso nella pratica clinica di un concentrato di Fattore VII attivato
ricombinante ha consentito di poter eseguire interventi chirurgici anche
impegnativi senza esporre il paziente a rischi inaccettabili.
Caso clinico
Paziente di 32 anni,
affetto da Emofilia A grave che dal 1985 ha presentato inibitore ad alto titolo
e da allora è stato trattato prima con concentrati di complesso protrombinico
e Fattore VIII ad infusione continua ad alto dosaggio e, infine, con fattore VII
attivato ricombinante con successo.
Discussione
La
descrizione del caso clinico, il trattamento, l'intervento ed il successivo
recupero, se pure interessanti e sicuramente non alla portata di tutte le
strutture sanitarie, non è il motivo principale di questa comunicazione.Vogliamo, infatti, focalizzarci sulle modalità
amministrative-burocratiche e la sensibilità di alcuni amministratori che
hanno consentito l'intervento in tempi ridotti. Sono ben note a tutti le difficoltà
di ordine amministrativo che quasi tutti i Centri Emofilia si trovano a fronteggiare
quotidianamente per non "sforare" il preventivo di spesa per i
concentrati, e le sollecitazioni continue degli amministratori rivolte a ridurre
la spesa farmaceutica per incentivare la produttività. Realtà difficili,
spesso incomprensibili per chi ha la responsabilità della gestione di pazienti
come gli emofilici che necessitano di trattamenti costosi e prolungati. I
tempi di un intervento come quello descritto prevedono l'attesa per la
disponibilità di spesa del fattore VII attivato ricombinante. Inoltre, sono a
conoscenza di tutti quanti operano nel settore, l'impossibilità a compensare
con il rimborso a "DRG" la spesa del ricombinante utilizzato e le
enormi difficoltà alla compensazione tra regioni diverse della spesa di
assistiti fuori regione. Tutto questo, nonostante la disponibilità del
professor Morfini e del professor Innocenti, avrebbe reso i tempi di attesa
dell'intervento decisamente lunghi. La sensibilità di alcuni amministratori,
in particolare del dottor Bruno Logozzo, direttore sanitario del A.S.S.L. n l0
di Palmi Regione Calabria, che ha compreso l'importanza dell'intervento e la
difficoltà di gestione di un paziente emofilico con inibito re, ha consentito
di realizzare in due mesi il tutto. La suddetta A.S.S.L., ha, infatti, recepito
la serietà delle istituzioni interessate e la gravità della situazione,
deliberando l'acquisto del quantitativo di fattore necessario per l'intervento
ortopedico del paziente calabrese con richiesta di consegna direttamente
all'Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze. Nel segnalare questo caso, forse
unico, di grande sensibilità amministrativa si intende, inoltre sottolineare
l'alta professionalità e capacità delle strutture sanitarie dell'Azienda
Ospedaliera Careggi di Firenze.