PROSPETTIVE FUTURE DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE ORALE: GLI INIBITORI DIRETTI DELLA PROTROMBINA.

Melagatran

Il melagatran è un inibitore diretto, attraverso un legame non covalente e reversibile, del sito attivo della trombina. Ha un p.m. di 429,5 daltons ed è somministrato per via sottocutanea. Il melagatran ha un'alta selettività per la trombina di cui costituisce un potente inibitore. Infatti, oltre ad inibire l’azione della trombina, esso ne inibisce anche la formazione. AI contrario di altri anticoagulanti, come l'eparina ed il warfarin, il melagatran inibisce sia la trombina libera che quella legata al trombo, prevenendo così, l’evoluzione del trombo e destabilizzandone la formazione. L'azione antitrombotica del melagatran è stata verificata su vari modelli animali e ne è stata dimostrata l'efficacia nella prevenzione e nel trattamento del tromboembolismo sia venoso che arterioso. Gli studi effettuati su volontari sani hanno consentito di dimostrare che il melagatran possiede proprietà farmacodinamiche e farmacocinetiche prevedibili. Ciò suggerisce che l'uso di questo farmaco non necessita di monitoraggio continuo. Inoltre, in uno studio in cui si misurava il tempo di emorragia dalla coda del topo, il warfarin ha provocato un tempo di emorragia nettamente più lungo rispetto al melagatran, per dosi pari all'80% di inibizione del trombo.

NUOVI FARMACI ANTICOAGULANTI ORALI IN FASE DI SPERIMENTAZIONE: LO XIMELAGATRAN

Ximelagatran

E' la forma inattiva del melagatran. Questo farmaco ha dimostrato in vitro, su un modello cellulare, di poter superare la barriera gastrointestinale con una velocità 80 volte maggiore del melagatran. In più, a ph neutro esso non ha carica elettrica ed è più lipofilo del melagatran, proprietà che contribuiscono ad aumentarne l'assorbimento intestinale. Gli studi preclinici condotti su questa molecola hanno dimostrato che, dopo somministrazione orale, lo ximelagatran è rapidamente trasformato in melagatran, consentendogli così un notevole effetto antitrombotico. Gli studi clinici hanno dimostrato la rapidità e completezza della sua biodisponibilità dopo somministrazione orale e la conseguente efficacia antitrombotica.

Bibliografia: Le eparine a basso p.m. E.Loschiavo


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Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2003